La lezione di Psicomotricità!

Riportiamo un esempio di “lezione-tipo” con le eventuali modifiche e implementazioni da apportare, volte ad aumentare la difficoltà dell’esercizio stesso, una volta appreso dal gruppo:

15’ riscaldamento: movimento senza palla dei bambini in mezzo al campo di gioco

I bambini corrono liberi per il campo e rispondono agli input dati dall’allenatore volti a stimolare aspetti coordinativi e di equilibrio (circonduzioni, spinte in alto, laterali e frontali delle braccia associate alla corsa, oppure fermarsi e ripartire da situazione di equilibrio certo, posizione base del minibasket e basket (cosiddetta “posizione fondamentale”, per poi aumentare la difficoltà da situazioni di squilibrio, appoggio monopodalico, e la corsa all’indietro). I bambini corrono liberi per il campo ma l’allenatore dà l’indicazione di non uscirne fuori, oppure di correre sulle linee in modo tale non solo da sviluppare le caratteristiche sopra annunciate ma anche la conoscenza del campo di gioco e la capacità di muoversi autonomamente all’interno di esso.

Creare un percorso che metta davanti al bambino sempre nuove sfide, slalom, capovolte, o alcuni movimenti atipici come valicare un ostacolo, strisciare, correre e saltare. Con questo gioco vogliamo dare ancora più libertà alle scelte del bambino che non riceverà più un input ma dovrà affrontare da solo ciò che si trova davanti.

Inserire il pallone o esercizi in coppia. Effettuare gli stessi esercizi con il pallone, o con un compagno. Riproporremo gli stessi esercizi che dovranno essere effettuati con una difficoltà in più, che sia il pallone in mano mentre si corre, si salta o si valica un ostacolo, o che sia la capacità di eseguire gli stessi giochi o esercizi dovendosi relazionare con un altro soggetto. Possiamo anche proporre giochi diversi dove manteniamo le caratteristiche sopraelencate. “L’uomo congelato”: tutti i bambini, tranne uno, scappano liberi nella palestra con un pallone in mano, l’unico senza pallone dovrà rincorrerli e provare a prenderli, se riuscirà nel suo intento il bambino preso si dovrà fermare “congelandosi” e potrà essere liberato dai compagni che dovranno far passare il proprio pallone sotto le sue gambe. In questa fase lasciamo che sia il gioco a stimolare i bambini e non le indicazioni tecniche che verranno sviluppate nella fase successiva dell’allenamento

25’esercizi: semplici esercizi con la palla

Mantenendo la forma del gioco dell’attivazione, ovvero la libertà di movimento all’interno della palestra, daremo comandi più tecnici ai bambini che inizieranno davvero a relazionarsi con la palla: accarezzare il pallone, farlo rotolare con le mani, farlo ruotare intorno al corpo, farlo rimbalzare con entrambe le mani o con una sola. Utilizzando coni e cerchi possiamo creare percorsi che ci aiutino a far capire ai bambini tutti i gesti tecnici della pallacanestro, proponendo percorsi completamente diversi il cui obiettivo finale rimarrà sempre quello di fare canestro. In questa fase inizieremo a dare indicazioni tecniche più precise ma sempre lasciando che il bambino abbia un approccio libero ed autonomo con l’”ostacolo” che si ritroverà davanti. L’istruttore in questa fase sarà solo un facilitatore e non un insegnante aiutando il soggetto solo nei momenti di difficoltà senza dare troppo importanza all’esecuzione perfetta del gesto tecnico.

I bambini, in coppie, si posizionano in cerchi distanti circa 4 metri e si devono passare il pallone in continuazione avendo la possibilità di acquisire il gesto tecnico. Possiamo aumentare la difficoltà inserendo un altro pallone o un altro compagno in modo tale da aumentare gli stimoli e la concentrazione.

Staffetta: dividiamo i bambini a seconda del numero in due o più squadre.  Riproponiamo percorsi già affrontati precedentemente e nella fase di attivazione, ed ora chiediamo ai bambini di esprimersi al loro massimo, cercando di concentrare nella sfida i movimenti del corpo, i gesti tecnici e la loro volontà. Metteremo un obiettivo da raggiungere che potrà essere un numero limite di canestri o semplicemente la capacità di terminare il percorso più velocemente delle altre squadre.

5’ riposo e acqua

Bere è fondamentale a tutte le età, e soprattutto per i bambini piccoli è necessario per reintegrare i liquidi perduti e con essi la capacità di concentrazione.

15’ esercizio finale: gioco

In questa fase i bambini devono avere la massima libertà di esprimersi rispettando sempre compagni avversari e le regole del gioco. A seconda dell’età e delle capacità raggiunte possiamo fargli fare giochi che simulino la partita di basket o situazioni di giochi quali 1vs1, 2vs2 , 3vs3.

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